La Confraternita

La Confraternita

La Misericordia 0

La "Nostra" storia

Sono passati quasi sette secoli da allora, e ancora oggi la Misericordia continua la sua opera di carità, adattandola alle esigenze dei tempi, ma mantenendo immutato lo spirito evangelico che ne ha animato l’origine. Compito specifico dei confratelli della prima Confraternita di Santa Maria della Misericordia era l’accompagnare i condannati a morte al luogo dell’esecuzione in località Le Forche, ma nel corso del XIV secolo la Confraternita costruì anche un proprio ospedale per accogliere malati e pellegrini: nel tempo questo ospedale divenne il più grande ospedale fra quelli che esistevano a Sansepolcro. Nel 1726 l’amministrazione dell’ospedale fu affidata al comune di Sansepolcro, che nel 1785, in seguito alla soppressione della Confraternita, ne divenne anche proprietario. L’ospedale della Misericordia cessò di esistere nel 1833, quando gli furono aggregati tutti gli altri ospedali cittadini a formare di Spedali Riuniti.

Madonna della Misericordia, Piero della FrancescaAccanto ai molti meriti che i confratelli dei secoli passati hanno saputo acquistarsi nel servizio della carità, si aggiunge quello di avere donato al mondo uno dei maggiori capolavori della pittura rinascimentale: la Madonna della Misericordia dipinta da Piero della Francesca. L’11 febbraio 1445 i confratelli Pietro di Luca (priore), Pappo di Simone Dotti, Gaspare di Nicola Martini, Ambrogio Massi, Gioacchino Pichi, Giuliano Dotti, Giuliano di matteo Ciano e Michelangelo Massi commissionarono a Piero della Francesca un polittico raffigurante la Vergine della Misericordia fra santi.  I confratelli vincolarono il pittore all’uso di colori ed oro di qualità ed alla totale autografia delle tavole. Nel 1478 la Confraternita commissionò a Piero della Francesca un affresco, raffigurante la santa Vergine, da dipingersi su un muro fra la chiesa e l’ospedale, ma di quest’opera non si ha oggi nessuna traccia. La Confraternita corse il rischio di incorrere nella scomunica nel 1604. Il 12 marzo dei quell’anno Ascanio Gacobacci, vescovi di Anglona e nunzio pontificio presso il Granduca di Toscana, collettore delle decime imposte dal papa sui beni degli ospedali e delle confraternite per l’Università di Pisa presentò al vescovo di Sansepolcro l’elenco dei morosi, obbligandoli ad assolvere il dovuto entro dieci giorni, pena la scomunica. Fra la Confraternite figura anche quella della Misericordia, che però assolse l’obbligo ed evitò la pena. Il 28 marzo 1785 il granduca di Toscana Pietro Leopoldo soppresse tutte le Confraternite, ad eccezione della Misericordia di Firenze, e quindi anche la Confraternita di Santa Maria della Misericordia di Sansepolcro. Tuttavia la Misericordia era destinata a rinascere. Un gruppo di famiglie, infatti, si era accollato l’onere del mantenimento della chiesa di San Rocco, dove aveva sede la Compagnia del SS. Crocifisso (fondata nel 1492), anch’essa soppressa. In questo modo si evitò l’abbandono dell’edificio, ma si mantenne anche un piccolo gruppo di confratelli. Con un decreto del 25 novembre 1816 il vescovo di Sansepolcro Roberto Costaguti organizzò questo gruppo in confraternita, ripristinando la Confraternita di Misericordia. Per questo motivo la risorta Confraternita prese sede nella Chiesa di S. Rocco.

Tratto dal resoconto del “Primo intervento” della riorganizzata Confraternita di Misericordia di Sansepolcro:

...messa in attività dunque in Sansepolcro questa compagnia della Misericordia, ebbe la città, dopo pochi giorni, luogo di conoscere l’utilità che era per arrecare alla popolazione questo nostro edificante nuovo istituto, in due casi che ebbero luogo il giorno della Fiera di San Lazzaro di un tale Tofanelli di Aboca trovato morto in un bosco e di un ferimento in rissa al Tevere che senza una pronta assistenza sarebbe perito sì per la ferita e più facilmente per la perdita grande di sangue che sgorgava. Questa fu la prima comparsa che fecero i fratelli nostri con tanta ammirazione e edificazione dell’affollata popolazione borghese e forestiera che trovansi in tal giorno alla fiera. Le benedizioni che ci prodigava il commosso popolo fu la più soddisfacente ricompensa per i nostri fratelli….

Nel 1817 in città scoppiò una grave epidemia di tifo, ed i confratelli si resero utili nel trasporto dei malati, contagiosi, all’ospedale. Per evitare il propagarsi della malattia i confratelli disinfettarono anche le case dei malati.Nel 1855 Sansepolcro fu minacciata dall’epidemia di colera ed anche in questo caso i confratelli si prepararono ad affrontare il male: per chi si impegnava direttamente nell’operazione furono acquistate 6 cappe d’incerato e 6 paia di guanti di seta incerata e per i capoguardia si fece scorta di disinfettante. Onde evitare la diffusione del contagio fu limitato il numero dei confratelli direttamente impegnati. l’opera di prevenzione servì ad evitare l’epidemia.

Poi venne il tempo dell’Unità d’italia. La Confraternita annoverava tra i propri iscritti due esponenti del movimento risorgimentale locale: il canonico Carlo Fantoni, le cui esequie furono solennemente organizzate dalla Misericorida, ed il giovane Leopoldo Della Torre, che morirà combattendo per Roma capitale nel 1867.

Nel 1877 fu  acquistata la prima lettiga a ruote e fu approntato un locale di rimessa in Via della Misericordia. Fra la fine del XIX e gli inizi del XX secolo la confraternita conobbe un  periodo di profonda crisi. Il diffondersi delle ideologie socialiste e massoniche determinò il crescere di un acceso anticlericalismo che significò anche disattenzione per tutto il mondo del volontariato di parte cattolica. per porre rimedio a questa situazione nel 1919 fu eletto governatore il vescovo di Sansepolcro Pompeo Ghezzi, dal 1912 alla guida della diocesi. Nel 1928 fu acquistata un’autoambuilanza della casa automobilistica Bianchi, per una spesa di 37.500 lire. Altra ambulanza fu acquistata nel 1935 (per una spesa di 24.000 lire). Durante il periodo di governatorato di Mons. Ghezzi il numero dei confratelli arrivò a 650, il quartiere del custode fu reso abitabile e l’oratorio fu restituito al culto.Il 13 giugno 1954 fu adottato il nuovo statuto della Confraternita (il precedente risaliva al 1910), che affidava la carica di Governatore della medesima al vescovo pro tempore di Sansepolcro e istituiva la carica di Presidente. Primo Presidente fu Adelmo Gennaioli dal 1960 al 1966. Dal 1966 al 1976 fu Presidente il cav. Adelmo Massi, che si adoperò per l’acquisto dei locali da adibire a rimessa automezzi ed appartamento del custode e per il restauro dell’Oratorio. Dal 1976 al 1980 fu Presidente il sig. Gino Dedalo Boninsegni. In questo periodo fu ristrutturato l’appartamento del custode e fu acquistata una nuova ambulanza. Dal 1980 al 1992 fu Presidente il geom. Alvaro Lucernesi.Il 28 ottobre 1985 la Confraternita di Misericordia di Sansepolcro fu annoverata fra le “istituzioni a carattere associativo le cui attività si fondano, a norma di statuto, su prestazioni volontarie e personali dei Soci”. In questo periodo furono acquistate tre autoambulanze, attrezzabili a centro mobile di rianimazione, nel 1982, nel 1985 e nel 1991. Dal 1992 al 2000 è stato Presidente l’ing. Giustino Romolini. Il 19 febbraio 1994 l’Assemblea Generale Ordinaria approvò la trasformazione dello status giuridico della Confraternita da IPAB ad associazione di volontariato, soggetta alla legge 266/1991.

Dopo la lunga presidenza dell’Ing. Romolini, alla guida della Confraternita di Misericordia è giunto, nel 2001, il confratello Bruno Tredici, cui è succeduto nel 2004 Franco Centrone e nel 2005 Maria Gioia Acquisti, primo presidente donna della più antica Associazione di Sansepolcro, riconfermata al vertice del Magistrato per il Triennio sociale 2006/2009. Nel 2009 giunge alla presidenza il confratello Michele Allegrini, poi riconfermato per il Triennio 2012/2015. A novembre 2015 viene eletto nuovamente presidente Bruno Tredici per il triennio 2015/2018.

Oggi la Misericordia conta tremilaseicento soci, di cui circa cento dieci confratelli e consorelle attive nei servizi di carità e di aiuto al prossimo operate della Misericordia, che negli ultimi mesi ha esteso il novero dei propri impegni ben al di là dei soli servizi sanitari, a dimostrazione che il campo della carità è ancora molto vasto e che c’è bisogno di ciascuno di noi per testimoniare al mondo l’Amore di Dio.